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Il Vescovo affida il mandato di annunciare

1 marzo 2017 347 visite 0 commenti

In una celebrazione intensa, nella chiesa di San Pietro in Novi Ligure, si è pregato per le persone che stanno preparando il sedicesimo cursillo.

Si sono incontrate, venerdì 20 gennaio alle ore 21 a Novi Ligure nella chiesa di San Pietro, insieme a tantissimi altri cursillisti, le persone che dal 23 al 26 marzo annunceranno e lavoreranno per la celebrazione del sedicesimo cursillo diocesano.

Il Vescovo, mons. Vittorio Viola, ha partecipato ai momenti introduttivi di riflessione e di preparazione e ha poi celebrato la Santa Messa in cui preghiere, intenzioni e sacrifici sono stati messi nelle mani del Signore.

Nella sua omelia il Vescovo, partendo dal Vangelo del giorno, quello di Marco in cui Gesù costituisce i dodici apostoli, ha sottolineato come la Parola sia sempre opportuna perché vuole fare qualcosa, compie un’azione, ha una sua forza: ascoltare è arrendersi, disporsi a ubbidire facendo la volontà del Padre. Gesù vuole che i dodici stiano con lui per vivere un incontro personale, solo dopo li manda ad annunciare la sua parola e a scacciare i demoni. Gli apostoli sono uomini concreti, non perfetti, che hanno avuto il coraggio di compromettersi, di mettersi in gioco totalmente e di dare la loro disponibilità fino alla fine.

La chiamata ad annunciare è opera della misericordia di Dio, che vuole che diventiamo strumenti del suo Vangelo, perché il Signore si fida di noi e chiede la nostra personale compromissione: potrebbe servirsi di persone molto più esperte, ma ha deciso così, se ci abbandoniamo, se ci lasciamo usare da Lui senza troppi calcoli, se ringraziamo perché ci rende apostoli sperimentando la gioia di essere strumenti, allora compiamo grandi cose.

Il Vangelo si muove per via di incarnazione e chiede a chi è chiamato ad annunciare e a servire proprio questo, di incarnarsi nel servizio dei fratelli che riceveranno l’annuncio e, grazie all’intervento potente dello Spirito, incontreranno il Signore: senza troppi calcoli, senza scuse, senza tentennamenti che sono il modo in cui il tentatore interviene su di noi, ma vivendo fin da adesso, quando mancano ancora più di due mesi all’avvio del cursillo, in quel clima di grazia che produce l’abbandonarsi all’azione del Signore.

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