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Scuola responsabili del 14 febbraio 2014

20 febbraio 2014 966 visite 0 commenti

Una Chiesa di laici responsabili!

Viene voglia di dare questo titolo all’incontro che abbiamo avuto a Cassano. Infatti, forse per la prima volta, la serata di Scuola Responsabili si è svolta senza la presenza di un sacerdote; i laici si sono trovati nella necessità di sviscerare temi importanti senza la sicurezza del sacerdote che riepiloga e riporta a unità le cose condivise.

Il coordinatore diocesano, Carlo De Benedetti, ha avviato la riflessione proponendoci la lettura dei punti 14 – 49 – 127 tratti dall’esortazione apostolica “EVENGELII GAUDIUM” di Papa Francesco.

Gli spunti di commento offerti da Carlo, con l’invito pressante a aprire i confini della nostra azione, a cercare fuori dai soliti schemi, a guardare anche a quei fratelli che “sembrano “ lontani, hanno teso a rimarcare quanto di innovativo e profondamente stimolante ci sia nelle parole del Papa che chiede a tutti una chiesa con le porte aperte e invita a soddisfare con le nostre povere forze la fame e la sete di Dio che c’è nel mondo in questo momento di crisi. C’è stato ampio spazio per la condivisione tra i cursillisti presenti. Non tutti gli interventi sono stati unanimi nell’applicazione, alla propria sensibilità e spiritualità, delle riflessioni suggerite dal testo proposto. Questa, ancora una volta, si è dimostrata come la grande ricchezza del Cursillo.

Lo STUDIO della Parola di Dio e della Chiesa, porta sempre ad una personale AZIONE di interpretazione e di testimonianza, basata sulla grazia personale che ciascuno di noi riceve come frutto della sua PIETA’, cioè del suo intimo e personale incontro con Gesù.

Fra le sottolineature più significative che sono state fatte, ricordiamo l’importanza di riscoprire il “carisma” dell’amicizia, con la precisazione che incontrare gli amici del Cursillo non è come stare con gli amici al bar, ma al centro si deve sempre mettere Gesù. Altri evidenziano come sia bella la raccomandazione a non seguire delle regole, ma la libertà di Gesù. Proprio questo senso di libertà e di gioia spinge il cursillista ad andare anche fuori dai gruppi parrocchiali. Certo non dobbiamo mai dimenticare che non siamo perfetti, anzi proprio per questo non possiamo isolarci, ma abbiamo bisogno del sostegno di una comunità, all’interno della quale incontrarsi e ricaricarsi. Poi potremo andare ai fratelli e sorelle, anche se con tutti i nostri limiti personali.

In conclusione della bella e ricca serata ci siamo ricordati che alla base di tutto ci vuole l’aiuto dello Spirito, perché in fondo è più difficile e impegnativo dare una testimonianza

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