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Celebrato il rientro del 18° cursillo

14 aprile 2019 25 visite 0 commenti

Tantissime persone a festeggiare 24 nuovi fratelli e sorelle di ritorno dalla “tre giorni” di ritiro

Domenica 7 aprile è stata per il Cursillo della nostra diocesi un giorno di amicizia, di condivisione e di gioia, alla presenza di tantissime persone, per aver accolto nella chiesa di Maria Regina di Serravalle ventiquattro nuovi fratelli e sorelle, che hanno voluto raccogliersi, per tre giorni, inpreghiera e ricerca, mettendo al centro l’Amore che Dio dona a ciascuno di noi. Le testimonianze profonde, ricche di emozioni, che sono seguite al benvenuto del nostro coordinatore, ci hanno fatto riflettere come a ogni età, in ogni momento della nostra vita ci sia bisogno di un tempo di pausa per cercare l’essenziale, cioè Gesù. Il fondatore dei Cursillos di Cristianità Edoardo Bonin, che ha definito se stesso un “apprendista cristiano”, ci ricorda come questa ricerca debba essere senza sosta, e che, se non viviamo l’amore di Cristo nella Chiesa, saremo sempre dei cristiani paralizzati, cioè incapaci di testimoniare Cristo al prossimo e chiusi in noi stessi.

Il nostro vescovo, mons. Vittorio Viola, ha rivolto a chi ha accolto l’invito a partecipare alla ”tre giorni”, una domanda che, in effetti, ha poi coinvolto tutti: “Quanto tempo siete stati via?”. Tre giorni, che si sono dilatati fino a diventare un tempo difficile da misurare per l’evidenza della Sua presenza, un Amore palpabile quasi come poter sentire il respiro del Risorto la notte di Pasqua o il battito del suo cuore quando Giovanni appoggia il capo sul suo petto. “Che cosa ha fatto ciascuno di voi per vivere
questa presenza?” si è chiesto ancora il Vescovo. Una cosa molto importante: ha dato la sua disponibilità, ha detto il suo sì, ha dato spazio a Cristo, perché Lui lo potesse riempire con una cascata di grazia, una misura sovrabbondante di amore dove tutto diventa vero in una relazione nuova, che ti sorprende e che ti riempie di un senso profondo di fiducia, per lasciarsi guardare da Lui, attraverso lo sguardo dei fratelli. Tutto questo ci riporta allo sguardo di Gesù rivolto all’adultera, uno sguardo non commensurabile nel tempo, dove la donna percepisce la misericordia e accoglie la possibilità di essere “fatta nuova”, così come nella tre giorni fa esperienza dell’Amore che Dio, che ci conosce e ci ama da sempre, donandosi a ciascuno in modo personale.
Il Vescovo ha poi rivolto un’accorata raccomandazione, affinché tornati a casa non ci si lasci ingannare dal tentatore, che vuole sottrarre i frutti di ciò che è stato vissuto facendoci credere che in fondo non sia successo niente: ha chiesto a tutti di custodire la verità nella Parola, vivendo il dono della Comunione, nell’adorazione, nell’Eucaristia, nel perdono, doni che troviamo nella Chiesa, perché possiamo testimoniare con la nostra vita la Sua vita. Ringraziando il Signore per questi tre giorni, per chi è stato chiamato, ci ha invitato a pregare affinché sia custodita la verità vissuta per essere testimoniata la verità del Vangelo e che tutti possano saper che “Tu, Gesù sei Vivo, Vivo, Vivo!”.

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