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Il Cursillo fa gli esercizi a Susa

23 Novembre 2015 1.679 visite 0 commenti

Due splendide giornate di sole hanno accolto il 7 e 8 novembre a Susa oltre cento cursillisti di Piemonte, Liguria e Lombardia radunati per gli annuali esercizi spirituali. Bella e calda l’accoglienza della casa di spiritualità Villa san Pietro. Sotto la guida di Rosanna Susa, coordinatrice del Cursillo torinese, del coordinatore territoriale Giacomo Tomasini, dell’animatore spirituale padre Matteo Borroni, si sono svolte le attività della “due giorni” con una forte intensità e con tanti momenti di silenzio.

Ha predicato gli esercizi don Michele Roselli, direttore dell’ufficio Catechistico di Torino che, con la sua preparazione teologica e con la sua esposizione vivace e coinvolgente, ha letteralmente incantato tutti i presenti. Gli esercizi si tenevano la settimana precedente il Convegno Nazionale della Chiesa Italiana a Firenze ed era quindi naturale che l’argomento fosse puntato proprio su questo avvenimento e sulle cinque vie tracciate dai verbi uscire, annunciare, abitare, educare , trasfigurare.

Don Michele Roselli ha posto un forte accento sul fatto che questi verbi, prima ancora di indicare dei compiti per i cristiani, indicano delle azioni che Dio compie continuamente verso l’uomo nelle tante storie di salvezze di cui è protagonista instancabile. Il predicatore ha tratto le sue meditazioni da alcuni brani della Bibbia: la lotta di Giacobbe, Bartimeo, l’annunciazione a Maria e la visitazione a Elisabetta, il buon samaritano. Un emozionante “segno” ha portato tutti a sperimentare, al termine della “due giorni”, come l’annuncio sia questione di reciprocità e di carità tra fratelli.

La Santa Messa della domenica è stata celebrata dal vescovo di Susa, sua eccellenza mons. Alfonso Badini Confalonieri, che nell’omelia ha sottolineato come nelle letture ci fossero le figure di due vedove (quella che cucina una focaccia per Elia e quella che getta due monetine nel cesto delle offerte) capaci di dare tutto quello che avevano, di porsi interamente nelle mani di Dio: così come fanno coloro che consacrano a Dio la loro vita o come i cursillisti che scelgono di dedicarsi a essere lievito nel mondo in cui vivono.

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