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Scuola responsabili – 12 aprile 2013

27 Aprile 2013 1.911 visite 0 commenti

Meditazione di don Francesco Larocca

Il tema di questo incontro è stato LA FEDE.

Don Francesco ha esordito chiedendo a ciascuno cos’è per noi la fede e di fare esempi di gesti o azioni da noi compiute per la forza della fede. Le risposte sono state varie e tutte un po’ impacciate, a dire il vero, ma la domanda ci ha aiutato molto ad assumere un atteggiamento attivo, non solo di ascolto passivo, di quanto ci sarebbe stato proposto nella continuazione della serata. Le risposte hanno sottolineato gli aspetti della fiducia, del non pretendere conferme, dell’abbandono, della convinzione personale nel rispondere ad una chiamata, ad una realtà che esiste fuori e prima di noi.

Don Francesco, approvando questo genere di interventi, ci ha poi accompagnato nella comprensione di vari contenuti, tratti sia dalla Bibbia, sia dalla traccia del Rollo “Fede” che viene dato da un sacerdote durante i tre giorni del Cursillo.

Attraverso citazioni della Lettera di Pietro e della Lettera agli Ebrei abbiamo capito come la fede sia stata la forza per molti testimoni, sia dell’Antico Testamento, sia del Nuovo, ma come sempre sia stata accompagnata dalla libera adesione e decisione dell’uomo di credere all’invisibile. Se c’è l’evidenza, non si è più liberi di accettare o rifiutare di credere.

La fede profonda è anche sempre una lotta. Non si può rimanere nella tiepidezza di fare scelte solo per consuetudine, ma con fatica e impegno dobbiamo dimostrare la nostra fede compiendo gesti espliciti (…magari tu fossi o caldo o freddo…).

Nel rapporto di testimonianza con i fratelli, siano essi credenti oppure no, dobbiamo anche essere molto prudenti. Meglio evitare di dare testimonianza solo verbale, ma far parlare la coerenza della nostra vita, accompagnando con amore anche chi fa fatica a credere. Mai dare risposte o giudizi su chi è in ricerca, rispettando i suoi tempi, che spesso sono anche i tempi di Dio. Dobbiamo, però, non abbandonare le persone e il nostro impegno deve essere perseverante e silenzioso. Ci è di esempio la figura di San Giuseppe: fedele, generoso, silenzioso, ma sempre operoso per portare a compimento la sua chiamata ad essere collaboratore del progetto di Dio, su di lui, per il bene dell’umanità intera.

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